Le prime attestazioni dell’esistenza di uomini primitivi in territorio istriano risalgono al paleolitico inferiore. L’età di un utensile di pietra, lavorato dall’uomo primitivo, scoperto nelle vicinanze di Pola, nella grotta di S. Daniele (Šandalj), è stimata attorno ai 2 milioni-800.000 anni. Reperti risalenti al paleolitico superiore (40-10.000 anni) sono stati trovati in località S. Daniele II (Šandalj II) e nella Grotta di S. Romualdo a Leme.
In quest’ultima (a 11 km da Orsera e a 9 km da Rovigno) sono state rinvenute anche ossa in quantità, appartenenti ad oltre 40 diverse specie animali, quali l’orso e il leone delle caverne, il leopardo, la iena delle caverne, il cavallo selvatico, il cervo maggiore, la lepre delle nevi, ecc., che costituivano le prede dei cacciatori primitivi. Gli arnesi ritrovati svelano infatti la contemporanea presenza dell’uomo dell’età della pietra (paleolitico inferiore), mentre la grotta con le sue stalattiti e stalagmiti, i pipistrelli e altri animali, è interessante anche dall’aspetto speleologico. Deve il suo nome a San Romualdo che, pregando e meditando, ci visse in romitaggio per tre anni, dal 1001 al 1004.
Tutta una serie di altri ritrovamenti risalenti al neolitico inferiore (6.000-2.000 anni a.C.) dimostra che gli uomini, oltre che di caccia, avevano incominciato a occuparsi di allevamento del bestiame e coltivazione dei cereali. Gli arnesi e le armi erano più levigati e aveva preso il via la fabbricazione di vasi fittili.
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